mercoledì 27 agosto 2014

Pudding alle more e zenzero


Tornate. Sì, siamo tornate a Milano. Ma la testa l’abbiamo lasciata in vacanza: è lì che vaga tra Bali, Lombok e Java, tra Ubud e il Bromo, tra le isole Gili e un’isoletta disabitata delle Karimunjawa (la “nostra” isoletta…). Come è possibile affrontare il ritorno alle abitudini e alla routine, al parcheggio e alla tangenziale, al pranzo in ufficio e alla pausa caffè senza sentirsi tristi e sull’orlo di una crisi di nervi? Ieri mi ha aiutata la cucina: ho cambiato casa da poco ed è stato bello scoprire che già la sento “mia”, che è già diventata uno spazio intimo e prezioso. Così, tra una lavatrice e l’altra, ho vinto la stanchezza e il jet lag tirando fuori ciotole e cocotte per preparare un piccolo dessert che addolcisse la giornata uggiosa e spenta che ci ha accolto al nostro rientro in Italia. Ho trovato delle belle more al supermercato e ho optato per un pudding, il tipico dolce al cucchiaio diffuso in Inghilterra e negli USA: veloce, facile, sfizioso. Ho modificato leggermente una ricetta già testata, pubblicata qualche mese con le fragole e i lamponi (la trovate qui) e l’ho replicata utilizzando questa volta le more e sostituendo la vaniglia con lo zenzero. Per completare l’opera, li ho serviti proprio con un tè allo zenzero, bevanda che ci ha fatto spesso compagnia in Indonesia (il Ginger Tea, ovvero Wedhang Jahe Gepuk…) e che chiaramente ci siamo portate a casa in dosi massicce! È ideale da servire a fine pasto, per via delle note proprietà digestive dello zenzero. Ottima dolcificato con il miele.


Pudding alle more e zenzero

Ingredienti:

1 uovo
40 g di burro
50 g di zucchero integrale bio
50 ml di latte di avena
100 g di farina 00
1 cucchiaino di lievito in polvere
1 cucchiaino di zenzero in polvere
150 g di more
zucchero a velo

In una ciotola stretta montare, con le fruste elettriche, il burro con lo zucchero. Aggiungere l’uovo e frullare finché il composto risulta ben gonfio. Aggiungere anche la farina setacciata con il lievito, poca alla volta, alternandola con il latte (se l’impasto risulta troppo duro aggiungere ancora un goccio di latte) e, infine, lo zenzero, mescolando bene. Lavare accuratamente le more, asciugarle con carta da cucina e aggiungerle all’impasto, mescolando con delicatezza. Intanto accendere il forno a 180°. Versare il composto in 4 cocotte in ceramica adatte alla cottura in forno (non è necessario imburrarle!). Quando il forno è a temperatura infornare le cocottine e cuocerele per 20 minuti. Sfornare e servire i pudding tiepidi o freddi.

 

giovedì 31 luglio 2014

Torta alle mandorle e fragole (senza farina)

 
 

Nella lista delle cose da mettere in valigia, c’è una voce “fissa”: la frutta secca. Anche in vacanza, come riserva energetica o spezzafame, portiamo sempre con noi qualche bustina di mandorle o di frutta disidratata. Lo scorso anno in Mongolia (qui c'è il racconto del nostro viaggio) la frutta secca ci ha salvate in più di un’occasione anche se, dobbiamo ammetterlo, alla fine del viaggio…non ne potevamo più! Del resto, le innumerevoli qualità di noci, e nocciole sono ormai esaltate da più parti, nutrizionisti compresi. Da un bel po’ di tempo la frutta secca è un alimento fisso a colazione: una manciata di mandorle o nocciole aggiunte ai cereali o alla frutta fresca. La frutta secca è ricca di vitamine, di sali minerali, di fibre e di grassi essenziali, è un’ottima fonte di energia e (parola dell'immunologo) assicura una quota importante di grassi essenziali, proteine, sostanze antiossidanti e micronutrienti. Spesso mi piace sfruttarla per preparare dei dolci da colazione, per unire l'utile al...piacevole. Come questo, nato un po’ per caso per esigenze di dispensa…Ovvero: smaltire prodotti in scadenza e pacchettini aperti da un po’ (ebbene sì: anche la dispensa si sta finalmente preparando per le vacanze…). Il risultato è una torta buona e ricca, che non sfigura a merenda o con un bel caffè… Bene ragazzi, è il momento dei saluti: l'Albero della Carambola chiude per ferie! Domani partiamo per il nostro viaggio in Indonesia e...ci sentiamo a settembre! Buone vacanze a tutti!
 
Torta alle mandorle e fragole (senza farina)

Ingredienti:

200 g di farina di mandorle
70 g di fecola
70 g di amido di mais
100 g di zucchero integrale bio
250 g di yogurt compatto
2 uova
50 g di burro morbido
100 g di fragole essiccate
Mezza bustina di lievito per dolci
 
Con le fruste elettriche, sbattere a lungo le uova con lo zucchero, finché si ottiene un composto spumoso. Aggiungere il burro (morbido) e mescolare bene. Versare in una ciotola la farina di mandorle, la fecola e l’amido, la mezza bustina di lievito e miscelare bene le polveri. Aggiungerle poco alla volta al composto di uova, alternando polveri e yogurt. Alla fine incorporare le fragole essiccate. Nel frattempo accendere il forno a 180°. Versare il composto in una tortiera ricoperta di carta forno oppure in una in silicone. Infornare il dolce e cuocere per 45-50 minuti a 180°. Lasciar raffreddare e sformare.

lunedì 28 luglio 2014

Mousse leggera al caffè (e consigli per un weekend a Napoli)


 
È proprio il caso di dirlo: vedi Napoli e poi…muori. Impossibile non innamorarsi dopo aver trascorso qualche giorno nella splendida città partenopea, che nonostante gli annosi problemi riesce sempre a illuminarsi di una luce… particolare. Poi quando la si saluta e si riparte, è come se un pezzetto di sé “morisse” di nostalgia. E scatta immediata la voglia di tornarci. Vi avevamo già raccontato un pranzo strepitoso alla Pescheria Mattiucci (qui) di Napoli, adesso allarghiamo la nostra mappa dei locali da non perdere se avete in programma una gita nello splendido capoluogo partenopeo, che affascina tutto il mondo con i suoi colori, i suoi vicoli, il Vesuvio, la sua gente, gli scugnizzi, la pastiera, la provola, la pizza, le sfogliatelle, il caffè e chi più ne ha più ne metta… Per tracciare questa mappa del gusto abbiamo subissato di domande il nostro amico Francesco Paolo Tarallo, napoletano doc ed eccellente fotografo (date un’occhiata al suo sito www.francescopaolotarallo.com e alle foto che corredano questo post: che ne dite?).


Partiamo dalla pizza, un'istituzione a Napoli: la migliore?
Quella di La Notizia (Via Michelangelo da Caravaggio, 53-55): meglio arrivare entro le 19.45, non più tardi, altrimenti si trova una coda infinita. Bisogna fare attenzione: ci sono due pizzerie La notizia in via Caravaggio, entrambe della stessa proprietà. Tutte e due ottime ma quella al civico 53-55 è, a mio avviso, migliore. Altri indirizzi validi da condividere sono L’Antica Pizzeria da Michele ai Tribunali (Via Cesare Sersale 1-3), Pellone alla Ferrovia (via Nazionale 93), Di Matteo in Via dei Tribunali 94, 50 kalò (Piazza Sannazzaro 201/B), Pizzeria Starita a Materdei (via Materdei 27-28) e Ciro a Mergellina (Via Mergellina, 21).
 
 
E il rito dell’aperitivo?
Per l’aperitivo segnalo la zona dei Baretti a Chiaia (Vico Belledonne a Chiaia, Via Alabardieri, Via Bisignano, via Ferrigni…).
 
 
Cosa si fa a Napoli dopo cena?
Assolutamente niente! Si sta in mezzo alla strada, si chiacchiera… oppure dopo cena si va alla zona dei Baretti e, per i più nottambuli, c’è la Discoteca Voga.



Un consiglio per una cena romantica…
Hachè (via Partenope 6), che ha una vista impagabile sulla collina di Posillipo e su Castel dell’Ovo: ha una cucina di impronta tradizionale partenopea (dai primi ai dolci come babà, pastiera e sfogliatelle). Segnalo poi Hostaria La Vela alla Calata Ponticello a Marechiaro e la Trattoria da Cicciotto (Calata Ponticello a Marechiaro, 32).
 
 
Le cose da non perdere assolutamente in città?
L’elenco sarebbe infinito! Da Castel dell’Ovo (uno dei più antichi castelli di Napoli, affacciato sul mare: splendido il panorama dalla terrazza alta…) al celebre Maschio Angioino. Poi i quartieri Spagnoli, il monastero di Santa Chiara, Spaccanapoli, San Gregorio Armeno, la Napoli Sotterranea, San Carlo, il Duomo, il Cristo velato a Cappella Sansevero detta anche la chiesa di Santa Maria della Pietà. Insomma: un weekend solo non basta!



Dove si va al mare?
Al Lido delle Rose (Calata Ponticello a Marechiaro 33), il Lido Le Rocce Verdi (in Via Posillipo 68: il quartiere di Posillipo è uno dei più chic della città), Villa Imperiale (Via Marechiaro 90). Da Marechiaro c’è una bellissima vista sulla città, sul Vesuvio, su Capri…



Alcune tappe imperdibili fuori Napoli?
Senza dubbio la Reggia di Caserta, la Costiera Amalfitana, la Costiera Sorrentina. E poi Capri, Ischia, Procida…!



Capitolo dolci: la o le pasticcerie top?
Segnalo la Pasticceria Moccia (in Via San Pasquale a Chiaia 21), Bellavia al Vomero (P.zza Muzii, 27 nei pressi di P.zza Arenella), lo Chalet Ciro per la graffa, il gelato – sia con brioche che da solo - e per tutta la pasticceria varia (in Via Francesco Caracciolo a Mergellina). Buoni gelati anche da Fantasia Gelati al Vomero (Via Cilea, 80) e Bilancione Gelati (Via Posillipo 238 B): Infine, sfogliatelle ricce e frolle calde all’Antico Forno F.lli Attanasio (in Vico Ferrovia 1): da perderci la testa!

 
Infine, la celebre gastronomia napoletana… Consigli?
È impossibile parlare di Napoli senza menzionare la sua tradizione di friggitorie e gastronomie. Per me la migliore pizza fritta in assoluto è quella di La Masardona in Via Capaccio Giulio Cesare, 27. Durante la settimana è aperta solo a pranzo tranne il sabato quando è aperta anche la sera. Su ordinazione è possibile richiedere la Pizza Rustica e il Tortano: le ordinazioni vanno fatte entro e non oltre la domenica per il ritiro al martedì. Infine solo il sabato è possibile mangiare la favolosa frittura all’italiana… Meritano inoltre una sosta la Friggitoria Vomero (Via Domenico Cimarosa 44 angolo Via Kerbaker), la Rosticceria La Padella (P.zza Arenella 21) e la Gastronomia Luise (di Piazza dei Martiri 68 oppure Via Toledo 266). Provare per credere…



Chiudiamo con un caffè?
Uno dei migliori caffè lo si prende al Gran Bar Riviera (che è anche Pasticceria), alla Riviera di Chiaia 181 oppure per prendere un caffè superiore segnalo il Bar Tunnel (che è solo bar) in Via Giorgio Arcoleo, 53 nei pressi de “Il Mattino”…
 
E parlando del celebre (e ottimo) caffè napoletano ci è venuta in mente questa simil-mousse al caffè, ideale per concludere con dolcezza ma senza troppe calorie una bella cena o un pranzo con gli amici. Ricetta semplicissima e furba, da guiness dei primati per quanto è veloce e facile. Niente di stratosferico, dobbiamo essere oneste, ma tornando dalla corsa (o da un lungo weekend a Napoli all’insegna del food…) non ci si sente troppo in colpa a gustarsi (anche) un piccolo e invitante dessert… Giusto?

Mousse leggera al caffè

 
Ingredienti (per 4 piccole coppette):

 
1 uovo bio (freschissimo)
1 cucchiaio di zucchero integrale bio
250 g di yogurt compatto
1 caffè ristretto

Montare a neve ben ferma l’albume e tenere da parte. Sbattere il tuorlo con lo zucchero, fino a ottenere un composto bianco e spumoso. Aggiungere il caffè (freddo) e, a poco a poco, lo yogurt. Aggiungere con molta delicatezza l’albume montato a neve e incorporare bene i due composti. Versare nelle coppette e riporre in frigorifero per almeno un paio d’ore (meglio 4…). Servire a piacere con una leggerissima spolverata di caffè solubile.

giovedì 24 luglio 2014

Arrosto di maiale ai frutti rossi





La ricetta di oggi è molto simile al tempo di questo ultimo periodo. E' un mix tra autunno e estate per esempio: l'arrosto che di solito è il secondo perfetto nei mesi freddi si accompagna ai frutti di bosco che colorati e profumati sono il preludio alla bella stagione. E' imprevedibile (come la giornata di oggi ...non vi sembra di vivere in Inghilterra??) nei sapori un mix di dolce, aspro e salato.
Inoltre si può gustare caldo o tiepido all' occorrenza. Secondo me sta bene con una insalata fresca ed è necessaria una bella fetta di pane per chiudere il pasto con la "scarpetta". E comunque qui lo dico e qui lo nego: l'aria fresca anche a luglio non mi dispiace affatto se sono in città a lavorare. Lo so è un sintomo di invecchiamento...pazienza!




Arrosto di maiale ai frutti rossi

Ingredienti (per 6 persone circa):
1 arrosto di maiale
50 gr di frutti rossi disidratati
un cestino di lamponi freschi
2 cipollotti
1 cucchiaio di miele
1 cucchiaio di salsa di soia
qualche foglia di salvia
sale pepe olio

Fate rosolare bene  l’arrosto in una casseruola con un goccio di olio. Aggiungete i cipollotti tagliati a fette, i frutti rossi disidratati, la salvia, il miele,  la salsa di soia e mezzo bicchiere di acqua. Chiudete con il coperchio e lasciate cuocere per circa 1 ora  aggiungendo dell’acqua se si asciuga troppo. A fine cottura aggiungete i lamponi  freschi e aggiustate di sale e pepe.


venerdì 18 luglio 2014

Rabarbaro e mele con crumble


Il rabarbaro è uno di quegli ingredienti che non ho mai considerato in vita mia se non per le caramelle che trovavo regolarmente a casa di mia nonna e un aperitivo storico. Poi qualche anno fa, iniziando a frequentare assiduamente la Francia ho scoperto che oltre alle caramelle si potevano realizzare piatti squisiti sia dolci che salati. Così ho iniziato a raccogliere ricette e idee senza trovare però la materia prima. O meglio a Milano il rabarbaro si trova nei negozi di frutta e verdura ben forniti del centro, certo devi essere pronta a pagarlo come un gioiello. Ne faccio scorta quando espatrio e le mie amiche sanno che quando vanno oltre confine il rabarbaro souvenir è d'obbligo. Lo taglio a dadini e ne faccio buona scorta nel freezer. Abbinato alle fragole è davvero speciale ma anche con le mele come in questa ricetta è come si dice "la morte sua"! Per il crumble ho utilizzato ancora i fiocchi di riso di cui ormai sono innamorata. Buon weekend!


Rabarbaro e mele con crumble

Ingredienti (per 4 monoporzioni):

4 mele
200 gr di rabarbaro
qualche fettina di zenzero
1/2 bicchiere di acqua
2 cucchiaini di zucchero di canna
80 gr farina di mandorle
80 gr di fiocchi di riso
1 pezzetto di burro
mandorle a lamelle per decorare
Mettete l’acqua in un pentolino, aggiungete il rabarbaro mondato e tagliato a pezzetti, le mele a pezzetti, lo zucchero e lo zenzero (sarebbe meglio grattugiarlo). Fate andare finché gli ingredienti sono ben cotti. Dividete la composta di mele e rabarbaro in quattro coppette che possano andare in forno. In una ciotola mescolate la farina di mandorle i fiocchi di riso e il burro freddo a pezzetti. Con le mani lavorate l’impasto fino ad ottenere delle briciole. Cospargete il composto di mele con questo impasto e per finire decorate con le lamelle di mandorle. Mettete in forno a 180° per 10 minuti circa più qualche minuto finale di grill.

martedì 15 luglio 2014

Lonza con salsa di noci al dragoncello


Artemisia dracunculus. O estragon. No, non siamo impazzite: tranquilli. Vogliamo semplicemente elogiare il nostro “amico” dragoncello, ingrediente molto molto usato nella cucina francese per insaporire salse e carni (è un po’ l’equivalente del "nostro" prezzemolo). Il dragoncello, il cui sapore ricorda un po' il finocchio e l'anice, è un’erba perenne adatta anche ad essere coltivata in vaso, sul balcone. Sapete che ci piacciono molto le abbinate cucina/viaggi ed è quindi impossibile, con questa bella giornata di sole (finalmente!), non ripensare a una vacanza in Provenza, tra Saint Paul de Vence, La Colle sur Loup e Grasse, di un po’ di tempo fa. Profumi, scorci e sapori che mi hanno fatto compagnia allora sono rimasti intatti nel mio cuore. E non vedo l’ora di riviverli e riassaporarli, dal momento che un weekend lungo da quelle parti è “in agenda” da parecchio tempo… Ce la faremo? Nel frattempo, una ricetta semplice e sfiziosa per un secondo facile facile: una lonza arrosto servita con una gustosa salsina preparata con senape, noci e qualche fogliolina del "francesissimo" dragoncello (volendo si può sostituire con  altre erbe, come basilico, prezzemolo, maggiorana...). Un piatto che si può servire anche freddo. E che mi ha ricordato un secondo assaggiato al ristorante Le Tilleul a Saint Paul de Vence (Place des Tilleuls, Tel. +33 0 493 32 80 36), un posticino delizioso per cenare all'aperto, sotto i tigli, con un affascinante panorama sulle colline circostanti. Molto romantico, prezzi non proprio "popolari" ma per una serata speciale si può affrontare. La cucina ha uno stile francese con tocchi mediterranei, i dolci sono spaziali. Si può anche fare colazione o merenda: merita.

Lonza con salsa di noci al dragoncello

Ingredienti:

700 g di lonza di maiale
50 g di gherigli di noci
senape delicata
vino bianco secco
dragoncello
olio extra vergine di oliva
sale e pepe

In un tegame adatto anche al forno far rosolare la lonza con un paio di cucchiai di olio, sale e pepe. Bagnare con il vino bianco e infornare in forno caldo (180°) per circa 40/50 minuti. Intanto preparare la salsa: frullare i gherigli di noce con due o tre cucchiai di senape, un paio di cucchiai di vino bianco e una bella manciata di foglie di dragoncello fino a ottenere una consistenza cremosa, regolando di sale e pepe. Servire la carne a fette con qualche cucchiaiata di salsa e qualche gheriglio di noce sbriciolato.



 
 

P.s. Scorci di Saint Paul de Vence, La colle sur Loup e una veduta del ristorante Le Tilleul di Saint Paul...Non viene voglia anche a voi di partire all'istante?
 
2 Place des Tilleuls
Tel. +33 0 493 32 80 36
Saint Paul de Vence - Francia
 
 
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